Il caso del famigerato tornello installato sul Seceda potrebbe approdare in tribunale. Al centro della controversia c’è il sistema di accesso collocato dai proprietari dei terreni lungo il celebre percorso panoramico della Val Gardena, per il quale viene richiesto ai visitatori il pagamento di un contributo.
A riaccendere il confronto è ora il parere dell’Avvocatura della Provincia di Bolzano, secondo cui Palazzo Widmann avrebbe gli strumenti giuridici per contestare l’installazione. Il tornello, infatti, potrebbe entrare in conflitto con il principio del diritto consuetudinario di accesso alla natura.
Il documento sarà sottoposto alla Giunta provinciale, che dovrà valutare i prossimi passi e l’eventuale avvio di un’azione legale contro i proprietari dei terreni.
Non sarebbe la prima volta che in Alto Adige una vicenda simile finisce al centro di un contenzioso. Un precedente riguarda Fiè, dove, in una situazione analoga, i proprietari delle aree interessate furono infine costretti a rimuovere le limitazioni all’accesso.
Ora l’attenzione è rivolta alla decisione della Provincia: il caso Seceda potrebbe diventare un nuovo banco di prova sul rapporto tra proprietà privata, turismo e diritto di accesso alla montagna.