Il caro carburanti torna a mettere sotto pressione il Governo. Benzina e diesel continuano a salire e Palazzo Chigi prepara un nuovo intervento, questa volta mirato alle fasce più colpite, dopo i precedenti tagli generalizzati alle accise.
Il prossimo Consiglio dei ministri dovrebbe definire le nuove misure, ma restano da sciogliere diversi nodi, soprattutto sul fronte delle risorse. Intanto i prezzi hanno raggiunto nuovi livelli: la benzina viaggia oltre i 2,10 euro al litro, mentre il gasolio supera i 2,20. A preoccupare è soprattutto l’andamento del petrolio, con il Brent tornato vicino ai 110 dollari e il rischio di ulteriori rincari legato alle tensioni internazionali.
Tra le ipotesi perde terreno il cosiddetto bonus benzina: l’idea di un contributo complessivo da 150 euro per i lavoratori con redditi più bassi si scontra infatti con i costi e con la difficoltà di individuare una platea sufficientemente ampia senza ridurre l’importo dell’aiuto.
Prende invece quota una soluzione sul bollo auto. L’ipotesi è di introdurre uno sconto proporzionale alla cilindrata, più consistente per le utilitarie e progressivamente ridotto per le vetture di maggiore potenza. Un meccanismo pensato per concentrare le risorse sulle famiglie meno abbienti, ma che avrebbe un limite: l’effetto concreto si vedrebbe soltanto nel 2027, visto che gran parte degli automobilisti ha già pagato il bollo del 2026.
Il Governo guarda quindi anche alla prossima legge di bilancio e alle risorse aggiuntive rese disponibili dalle nuove regole europee. Ma il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti avverte: ogni intervento dovrà essere compatibile con il percorso di risanamento dei conti pubblici.
La partita resta dunque aperta, mentre l’aumento dei carburanti rende sempre più urgente una risposta immediata.