Due persone sono state fermate per la sparatoria di sabato scorso di via Conci a Trento: sono padre e figlio di origine sinta, di 40 e 20 anni, già sentiti dagli inquirenti a Bolzano, dove risiedono. I due uomini sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria per le ipotesi di reato di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco e sono stati accompagnati presso la Casa Circondariale di Verona-Montorio, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
I fermi al termine di una una vasta operazione cui hanno partecipato la Squadra Mobile della Questura di Trento, in collaborazione con la Squadra Mobile di Bolzano, il Reparto Prevenzione Crimine Lombardia, le Unità Operative di Primo Intervento di Milano e Bolzano, le unità cinofile antiesplosivo e gli artificieri di Padova, Bergamo, Bolzano e Verona. Sono inoltre intervenuti gli specialisti della Polizia Scientifica di Trento e Bolzano e personale della Protezione Civile della Provincia autonoma di Bolzano.
I fatti risalgono a sabato 3 ottobre, quando una serie di colpi sono stati esplosi in via Conci, a Trento, presso la palazzina 13 del complesso residenziale noto come le “Torri” di Madonna Bianca. I proiettili avevano raggiunto anche gli appartamenti del secondo e del terzo piano.
Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha espresso il proprio ringraziamento alla Polizia di Stato e alla Procura per il lavoro svolto: "Dopo tanti giorni di paura e di tensione - ha scritto - auspico che questa svolta sia per gli abitanti della torre 13 e di tutto il quartiere l'inizio del ritorno a una normalità il più possibile serena. La rapidità delle indagini ci rassicura sulla capacità investigativa delle nostre forze dell'ordine che, ancora una volta, hanno dimostrato che i crimini commessi in città non rimangono impuniti".